LA CELEBRAZIONE DELLA LUCERTOLA

by Collettivo Ginsberg

/
  • Includes high-quality download in MP3, FLAC and more. Paying supporters also get unlimited streaming via the free Bandcamp app.

     name your price

     

1.

about

live 24.04.2014, Università per Stranieri, Perugia, Italy

credits

released October 1, 2014

cristian fanti - vocals
federico visi - guitar
riccardo morandini - guitar
alberto bazzoli - organ, clavi
gabriele laghi - double bass
eugenioprimo saragoni - drums

credits:
original music & lyrics by the doors
rearranged by collettivo ginsberg
italian lyrics by cristian fanti & andrea mandolesi

special thanks: john densmore, giuseppe sterparelli & alive altotevere live

www.collettivoginsberg.com
www.seamount.co.uk

tags

license

all rights reserved

about

Collettivo Ginsberg Italy

Welcome to Collettivo Ginsberg's daring cut-up world, inspired by collage art and raw, visceral sounds.

contact / help

Contact Collettivo Ginsberg

Streaming and
Download help

Shipping and returns

Redeem code

Track Name: La Celebrazione Della Lucertola (live)
CELEBRAZIONE DELLA LUCERTOLA

Leoni per strada appestanti
Cani Randagi in calore, rabbiosi, schiumanti
Una bestia rinchiusa nel ventre cittadino
Mentre il corpo della madre
nella terra estiva imputridiva
Evase la città
Andò a Sud rompendo l’argine
Intreccio di caos e disordine
Alle spalle seminò.
Un mattino si svegliò in un’alcova verde
Con una strana creatura che gli gemeva accanto
Colava sudore la sua lucida pelle
Nessun altro vuole entrare?
La cerimonia sta per cominciare.

Sveglia!
Non riesci a ricordare quand’è stato che
Questo sogno s’è fermato?
Una serpe d’oro pallida, vitrea, rugosa
Incuteva timore al tatto
Le lenzuola erano morti chiavistelli ardenti
Lei mi giaceva a fianco
tanto giovane quanto antico il suo sapere
Leggiadra bianca pelle, capelli rosso bruno
Ora, corri allo specchio del bagno
Guarda! Sta entrando.
Non riesco a fondermi con ogni sua antica, lenta movenza
Lungo il rovo freddo e levigato la mia guancia sempre più giù scivola
Sento il buon sangue gelido e pungente
Liscie sibilanti serpi
Della pioggia

Un tempo avevo un giocherello
strisciavo in fondo al mio cervello
per far dell’etere razzia
filando la corda alla follia
Intender può chi l’ha provato
Obliare il seme da cui è nato
E fra città e torri celesti
Saprà il vento se l’incenso appesti
La mente vostra è un grosso ragno
Che tesse inganni al proprio fato
Sol io giungo alla conquista
Che dona all’iride nuova vista

Giu nel fondo della mente
Oltre il regno della pena
Là dove la pioggia è lontana
Leggera cade la pioggia sulla città
E sopra le teste di tutti noi
E dentro il labirinto delle correnti
Sotto la quieta presenza ultraterrena di
Nerboruti abitanti delle dolci colline circostanti
I rettili abbondano
E fossili e caverne e cime d’aria fresca
Tutte le case si somigliano
Vetri muti
Carri bestiame al riparo dal mattino
Tutto tace
Tappeti silenziosi, specchi vuoti
Ciechi di polvere sotto letti onesti
Ferite nei corredi
Di figlie compiaciute
Dagli occhi di sperma sui capezzoli
Alt! C’è odor di sangue qui
Sentinella dai caldi sensi non smettere di parlare
Il pavimento è un manto di voci scellerate
Dalla città d’oro scapperemo
Presto noi saremo
Il mare che si fonde con il sole

Lascia stare il mondo
Non guardare il sole
Che altro potrei fare se non correre
Vai vai dai vai
Come un occhio vuoto la luna guarda il colle
Vibrano nel vento degl’alberi le ombre
Vieni amore via con me, con me
Corri via, via con me, via con me, scappiam
Di tiepido sfarzo si plasman le ville
Oscillano demoni sui muri di bronzo
In vesti sgargianti forgiate col piombo
Coglierai perché sbraito una volta dentro
Dalle lussurie d’immemori albe
Questo è un paese diviso in sponde
Un fosso profondo impresso nei palmi
D’etrusche mani per sempre distanti
Corri via, via con me, via con me, scappiam
Chi cerca rifugio lontano dal mondo
Non certo le ninfe di Priapo il vecchio
Padrone del pozzo ai piedi del lago
Dove l’acqua è miracolo e il coito denaro
Giungeremo a cancelli d’albe
Sconsolati e sedotti, in fiamme
sole
brucia
luna
ti porterò giù – giù - giù
Suonino le campane
Cantino i sonagli dei serpenti
Di carnevale
Era il re lucertola
poteva tutto

Spalancheremo un varco nel fiume
Passo su passo sempre più giù
Saltando boschi come fossero siepi
dritti alla luce che non è la città
Posso elencarti i nomi del Regno
posso mostrarti ciò che non sai
Senti che voci da questo silenzio
fuori dall’ombra sempre più su

Per sette anni ho vissuto
perduto nel palazzo dell’esilio
divorando la cruda carne delle belle isolane
eccomi di ritorno nella terra
della Ragione del Vigore e dell’Equilibrio
Fratelli e sorelle della cerea selva
creature della notte
chi di voi correrà alla battuta di caccia?
Giunge la notte con le sue legioni porpora
Rifugiatevi dunque in tende cucite di sogni
Domani entreremo nella mia città natale
Voglio essere pronto

Traduzione e adattamento del testo di Cristian Fanti e Andrea Mandolesi
Lyrics translation and adaptation by Cristian Fanti and Andrea Mantolesi

“The Jim Morrison Legacy”; 24 aprile 2014, Università per Stranieri, Perugia – Italia